Neuromarketing: il marketing delle emozioni

Neuromarketing: il marketing delle emozioni

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Sei una persona riflessiva o impulsiva?

Ti piace comprare online oppure preferisci andare in negozio e “toccare con mano” il prodotto oppure annusarne il profumo?

Sei il classico che cambia canale quando vede una pubblicità o ti fermi a guardarla ammaliato?

Se hai risposto a queste tre domande e il filo conduttore che ti ha guidato è stata la tua parte emotiva allora dovresti leggere cos’è il neuromarketing e che effetti provoca nel nostro sistema nervoso.

Come nasce il neuromarketing?

scelta consumatore marketing
Come effettua le scelte un consumatore?

Ti sei mai chiesto cosa spinge un consumatore, inteso come colui che consuma determinati prodotti, a scegliere un brand piuttosto che un altro? 

Attorno agli anni sessanta, circa,  Schmitt coniò il termine “Neuroscienze” indicando tutti i vari aspetti che interessano il sistema nervoso dell’essere umano e come questi si riflettano nel comporamento e nella cognizione.

Il premio Nobel Eric Kandel nel suo libro “Principi di Neuroscienze” afferma quanto segue:

“Il compito delle neuroscienze è di spiegare il comportamento in termini di attività del cervello. Come può il cervello dirigere i suoi milioni di singole cellule nervose per produrre un comportamento, e come possono essere queste cellule influenzate dall’ambiente?

L’ultima frontiera della scienza della mente, la sua ultima sfida, è capire le basi biologiche della coscienza, ed i processi mentali attraverso cui noi percepiamo, agiamo, impariamo e ricordiamo.”

Ma allora come si sono fuse queste due discipline, marketing e neuroscienze? É presto detto che i consumatori vengono bombardati da un numero elevato di stimoli e sottoposti a iter decisionali continuamente rispetto ad anni fa. Il nostro cervello, quindi, elabora continuamente informazioni e reagisce a questi stimoli esterni molto prima di quanto si creda. Il cervello lavora e influenza poi le nostre decisioni in maniera inconscia e il nostro subconscio di emozioni agirà da protagonista nelle scelte da prendere. 

Per questo il marketing agisce andando ad influenzare le nostre emozioni e a persuadere il consumatore, agendo in maniera inconscia nel nostro subconscionso, instaurando una sorta di “relazione emozionale”. 

Così cervello ed emozioni si sposano nella disciplina che viene chiamata Neuromarketing.

Cosa fa il neuromarketing?

emozioni neuromarketing

David Ogilvy, uno dei padri del marketing, ha affermato che “le persone non si rendono conto delle proprie emozioni, non dicono quello che pensano e non fanno quello che dicono”.

Questa discrepanza tra azione e pensiero è dettata dalle nostre emozioni che ci guidano nelle scelte di tutti i giorni. Sono proprio queste emozioni che ci guidano verso un prodotto piuttosto che un altro, verso una tipologia di brand piuttosto che un’altra. Al giorno d’oggi non bisogna più vendere solamente prodotti ma sedurre e conquistare i clienti come se dovesse essere una lunga storia d’amore.

Marketing e psicologia sono da sempre strettamente legati, ma capire le funzionalità e le reazioni del cervello umano non è mai stato di così facile interpretazione, è in questo contesto che entra in gioco questa scienza chiamata Neuromarketing. 

Ogni singola decisione, anche quella che sembra più banale, è dettata dalle emozioni, diventando così una scelta emotiva. Citiamo Daniel Goleman, autore del bestseller “Intelligenza emotiva” che afferma che «La ragione è che il nostro cervello è progettato, quando ci troviamo di fronte ad una decisione, per valutare e soppesare emotivamente ciascuna opzione. Nessuna decisione nella vita prescinde dall’emozione, a meno che non siamo nell’ambito della matematica, che è un universo puramente teorico. È un’emozione tacita, impercettibile, ma molto rilevante». 

Il neuromarketing, grazie a strumenti atti ad analizzare la reazione del nostro cervello, evidenza tutti questi aspetti emotivi ed inconsci che ci portano a prendere certe decisioni piuttosto che altre dettate meramente dalla ragione. Una risposta emotiva guardando uno spot televisivo, una reazione impulsiva vedendo una foto sono solo alcuni esempi che si ottengo mettendo in atto questo tipo di processo.

direzioni decisioni cervello
Il nostro cervello prende costantemente delle decisioni

Funziona se applicato in ambito aziendale?

Possiamo affermare che il Neuromarketing applicato in campo aziendale, come in qualsiasi altro campo, funziona se immerso in una strategia più ad ampio raggio. Come ogni attività apporta il suo contributo se inserita magari in un processo di acquisizione lead, piuttosto che di customer journey. Si spendono soldi in pubblicità su Facebook, piuttosto che su Instagram per far in modo che arrivi al consumatore un “qualcosa” e che questo venga ricordato nella sua mente. Il neuromarketing aiuta a capire dove questi messaggi che il consumatore riceve vengono archiviati per poi essere riutilizzati in maniera inconscia quando deve compiere o prendere decisioni.

Per questo è importante fare marketing, fare neuromarketing e studiare il nostro target di riferimento nella maniera più dettagliata possibile (fino a dove è possibile) per conquistare il consumatore e portarlo a compiere scelte emotivamente in linea con il messaggio archiviato nel suo inconscio.